GENERAL INDIFFERENCE
Indifferenza generale

February 2015
Turin, Italy
poster on billboard
300 x 600 cm
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MEMORY IN DEATH
La memoria nel lutto

Agoust 2014
Bovalino, South Italy
performance carrying a black cross
materials: cardboard, tape, black spray paint

A reflection on the costume found in Calabria Ionica’s most traditional places,in which the very ancient habit to wear black clothes after the death of a relative is still alive. Mourning is observed with such a devotion that is not short-lasting, but it lasts for a lifetime. Indeed, a woman who begins to dress in black will do it until the last days of her life. With her death, other women belonging to that family will begin to wear black clothes, solidifying the presence of ancient habits, only apparently obsolete, in the contemporary society.


Una riflessione sul costume diffuso nei luoghi più tradizionali della Calabria Ionica, dove da tempo immemorabile è in uso l’abitudine di indossare abiti di colore nero dopo la morte di un parente o un congiunto. Il lutto viene osservato con una tale devozione che non si esaurisce in breve termine, ma dura per tutta la vita. Ed invero, una donna che inizia a vestirsi di nero lo farà sino agli ultimi giorni della sua vita. Con la sua morte, altre donne appartenenti a quella famiglia cominceranno ad indossare abiti neri, consolidando nella società contemporanea la presenza di abitudini antiche, solo apparentemente desuete.
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VISA DENIED
Visto negato

2015
Turin, Italy
Paris, France
series of intervention on billboards
ongoing project

The project has been inspired by the phenomenon of visas denial to applicants resident in highest emigration rate countries. The consolidated law on immigration dispose that the decision of the visa denial, issued by the Italian State should not be motivated if there are public order issues or safety reasons. Abuse of this policy has led many Consulates to deny visas without any real reason, although the applicant had submitted all the documents required by law. Relentlessly, such situation contributes to the increasing of immigration. VISA DENIED develops through a series of portraits depicting men and women holding a VISA credit card. This paradox compares the borders closure for those who come from poor and socially unstable countries, to the frenetic mobility of rich States residents. As is known, holders of VISA credit card actually know no borders.

Il progetto trae ispirazione dal fenomeno dei visti negati ai richiedenti di stati ad alto tasso di emigrazione. Il Testo unico sull’immigrazione dispone che il provvedimento di diniego del visto, emesso dallo stato italiano, non debba essere motivato qualora ricorrano ragioni di ordine pubblico o motivi di sicurezza. L’abuso di questi criteri ha portato molti Consolati a negare i visti senza un reale motivo, sebbene il richiedente avesse presentato tutti i documenti previsti dalla legge. Inesorabilmente tale situazione contribuisce all’aumento dell’immigrazione clandestina.VISTO NEGATO si sviluppa attraverso una serie di ritratti raffiguranti uomini e donne con in mano una carta di credito VISA. Il paradosso che si crea contrappone la chiusura delle frontiere per coloro che provengono da luoghi poveri e socialmente instabili, alla mobilità frenetica degli abitanti di stati ricchi. I possessori di carta di credito VISA, come è noto, non conoscono frontiere.
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THE FUTURE IS BLACK, WASH IT PROPERLY
Il futuro è nero, lavalo bene

February 2015
Paris, France
Intervention into a light billboard
4/4 color inkjet print on paper

In Arabic Countries the long black robes called abaya are washed with a specific detergent able to keep alive the black intensity. There are many companies producing this detergent, although the most appreciated by consumers is Persil which is produced by Henkel, a German multinational. What struck me most is the fact that the labelling of products always shows a female portrait, while this doesn't happen on products of the same brands marketed in the West.

Nei paesi arabi le lunghe vesti nere chiamate abaya vengono lavate con un detersivo specifico in grado di mantenere viva l’intensità del nero. Esistono differenti aziende che producono questo detersivo, sebbene il più apprezzato dai consumatori sia il Persil, prodotto dalla Henkel, multinazionale tedesca. Ciò che mi ha colpito maggiormente è il fatto che sull’etichetta dei prodotti compare sempre un ritratto femminile, mentre ciò non avviene sui prodotti delle stesse marche commercializzati in Occidente.

https://www.youtube.com/watch?v=NsFAMvJ9ELs
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KILL YOUR TRADITIONS

December 2014
Istanbul, Turkey
action realized the 16 of december 2014 in Refik Saydam Caddesi.

The photograph simulates the moment in which a young man is hit and crushed by the wheels of a police jeep, while he is bringing glasses of tea to the old men. The work invites us to reflect on the authoritarian State that, in order to launch unpopular reform processes, actions of unwanted gentrification, foreign investments damaging for the country, it makes use of the police to stifle the dissent of the population. Moreover, it doesn’t take much to understand how the tea is not just a drinking but also a custom symbol of the Turkish tradition, unfortunately undermined by the new Western models.

La fotografia simula il momento in cui un giovane viene investito e schiacciato dalle ruote di una jeep della polizia mentre sta portando dei bicchieri di thè agli anziani. L’opera invita a riflettere sullo Stato autoritario che, per avviare processi di riforme impopolari, azioni di gentrificazione non volute, investimenti esteri dannosi per il Paese, si serve della polizia per soffocare il dissenso del popolo. Inoltre, basta poco per comprendere come il thè sia una bevanda e un’abitudine simbolo della tradizione turca, purtroppo minata dai nuovi modelli occidentali.
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POLIS PARADE

December 2014
Istanbul, Turkey
series of actions playing with several police car toys
in collaboration with Elfo

two channel HD videos
02:56 min
01:27 min
sound, color
filmed and edited by the artists


Affected by the people’s awe toward the police, surely influenced by Gezi park episodes, but by the large police deployments as well, it is not difficult to understand the daintiness of the social tension. The artists wanted to play down going around the town with toy police cars: besides having made out in front of a police condolences at Istiklal caddesi and in other parts of the city, these cars had their celebration on a traditional brass dish typically used to eat the fish, at a grill in the district of Tarlabasi. In the video you can see the cars moving disorganized, going and rear-ending the other, with sirens mixed to the melody of the parades. The resulting situation is comical, basically because imaging security forces on clumsy and disorganized situations helps to shorten the distance between the ordinary citizen and the authorities. On the other hand, is far-fetched to think that people could see in the security forces an ally, a friend, a citizen, especially during a demonstration. The majority of people considers them as the representation of the strong powers of the State against which the population manifests, and the police works to protect the interests of those strong powers, even if this means violence and brutality against the citizen. It is curious how the term Polis is used internationally to identify the Greek polis, which expected from free inhabitants the active participation of the political life, in sharp contrast to the police state.

Colpiti dal timore reverenziale della gente nei confronti della polizia, complici i fatti di Gezi park, ma anche dai grandi spiegamenti di polizia, non è difficile capire la delicatezza della tensione sociale. Gli artisti hanno voluto sdrammatizzare andando in giro per la città con delle macchinine della polizia giocattolo: oltre ad averle fatte sfilare davanti ad un cordoglio di polizia presso Istiklal caddesi e in altri punti della città, queste macchinine hanno avuto la loro celebrazione su un tipico piatto in ottone utilizzato tradizionalmente per mangiare il pesce, presso una griglieria nel quartiere di Tarlabasi. Nei video si vedono le macchinine muoversi disorganizzate andando a sbattere l’una contro l’altra, con le sirene mescolate alla melodia delle parate. La situazione che si crea è comica, perchè immaginare le forze dell’ordine in situazioni maldestre e disorganizzate aiuta ad accorciare la distanza tra il cittadino comune e le autorità. D’altronde, è inverosimile pensare che il popolo veda nelle forze dell’ordine un alleato, un amico, un cittadino, specie durante una manifestazione. La maggior parte ci vede la rappresentazione dei poteri forti dello Stato contro cui manifesta, e le forze dell’ordine agiscono a tutela degli interessi di quei poteri forti, fino ad arrivare alle violenze e brutalità contro il cittadino. E’ curioso come il termine Polis sia utilizzato a livello internazionale per identificare la polis greca, che prevedeva l’attiva partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica, in netta contrapposizione allo stato di polizia.

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PRAYING TOYS

December 2014
Istanbul, Turkey
performance
In collaboration with Elfo

one channel HD video
02:36 min
sound, color
filmed and edited by the artists

Action realized on Friday 19 December 2014 at 12 am, at the same time with the Friday community’s prayer, the most important in Islam. It is announced to people by the muezzin from the Minaret loudspeakers. The call to prayer pervades every place of the city, including shops and homes. In this video the artists have opposed the laid-back and boisterous sound produced by toy puppets to the religion’s call.

Azione realizzata venerdi 19 dicembre 2014, alle ore 12, in concomitanza con la preghiera comunitaria del venerdi, la più importante nella religione musulmana. Essa viene annunciata alla gente dal muezzin tramite gli altoparlanti dei minareti. Il richiamo alla preghiera pervade ogni luogo della città, compresi negozi e abitazioni. In questo video gli artisti hanno opposto il suono scanzonato e chiassoso prodotto da pupazzi giocattolo al richiamo della religione.





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HOUDINI

December 2014
Istanbul, Turkey
Iintervention on ligt billboard
materials: chain, lock, two lock’s keys
In collaboration with ELFO

Using abdusting techniques and strategies, artists have opened the advertising panel and removed the advertisement contained in the panel. After, they tied the panel with a chain closed with a lock. The two keys alone to open the lock were inserted in the panel itself, in place of the advertisement. The work so realized pursues a twofold objective: to remove as more publicity as possible from the public space in which we live every day, preventing the reopening or the reuse; and to raise awareness among the Istanbul citizens about the concessions to the advertising multinational companies which, with speculative and depersonalizing reasoning, they aim to occupy as more space as possible in the territory, modifying and increasingly conforming the landscape to other places already devastated by capitalism.

Utilizzando tecniche e strategie dell’adbusting, gli artisti hanno aperto il pannello pubblicitario e rimosso la pubblicità ivi contenuta. Dopo hanno legato il pannello con una catena chiusa con un lucchetto. Le uniche due chiavi per aprire il lucchetto sono state inserite dentro il pannello stesso, al posto della pubblicità. L’opera così realizzata persegue un duplice obiettivo: quello di rimuovere più pubblicità possibile dallo spazio pubblico in cui viviamo quotidianamente, impedendo di poterlo riaprire e riutilizzare, nonchè sensibilizzare i cittadini di Istanbul sulle concessioni alle multinazionali della pubblicità, che con logiche speculative e massificanti mirano ad occupare più spazi possibili sul territorio, modificando il paesaggio e omologandolo sempre più a quello di altri luoghi ormai devastati dal capitalismo.
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HAY AND ASPHALT

Fieno e asfalto


October 2014

Torino, Italy

in collaboration with GEC

Performance

Materials: hay ball



HD video

Single channel

3:20 min

Color, Sound

Filmed and edited by Italo Draperi



An unauthorized intervention in which the two artists go through the streets of the area "Barriera di Milano", pushing a bale of hay and dodging pedestrians and cars. The action will end with the final occupation of a car park. The forcefulness of the performance lies in its different reading keys, sometimes romantic, sometimes humorous. More or less consciously, various  issues about current events are touched: from the relationship between natural and artificial landscapes, to the unbridled resources consumption in urban centers; from the different uses of the public soil to the rediscovery of the rural area, seen as  an individual resistance to the depersonalizing pressure of the global economy.


Un intervento non autorizzato in cui i due artisti spingono fra le strade del quartiere Barriera di Milano una balla di fieno, schivando passanti ed auto. L'azione si conclude con l'occupazione di un parcheggio destinato alle automobili. L'efficacia della performance si evidenzia per le sue differenti chiavi di lettura, a tratti romantiche, a tratti umoristiche. Più o meno consapevolmente vengono sfiorate molteplici tematiche legate all'attualità: dal rapporto tra paesaggio naturale e artificiale, al consumo sfrenato delle risorse nei centri metropolitani; dai differenti utilizzi del suolo pubblico, alla riscoperta della dimensione rurale come resistenza individuale alle pressioni massificanti dell’economia globale.





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J'ADORE DIO


September 2014

inkjet print on paper

Torino Italy


this intervention plays with the famous brand J'adore from Christian Dior. I proposed the logo with the same types, but I delated the last letter R from the name Dior. In this way Dior become Dio. Dio means God in italian. J'adore is a french verb that means I like, I love.

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